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kabli:kaze

dopo il trasloco, le mie poche cose stavano strette e accatastate  nel garage di papà. c'erano i libri, qualche mobiletto leggero, sedie pieghevoli, quadri di amici, colori, matassine per il ricamo, pentole, bicchieri, piatti, tovaglie, lenzuola. coperte trafugate su voli intercontinentali, il leggio che mi aveva fatto l'artista senz'arte. la culletta del bimbo, qualche desiderio congelato e molti ricordi.
poi arrivò il fuoco e bruciò tutto. fu così che scoprii come le fiamme sporcano e non purificano. il fuoco portò via anche il vecchio gommone nero ed il 25 cavalli truccato. così, addio all'acqua di mare che tira, e al culo ustionato su un battello da sbarco, adatto ai climi nordici.

ma il fuoco aveva un gran senso dell'ironia. e così mi ha lasciato un'intera libreria, nera e appiccicosa.
stamattina ho finalmente messo mano al disordine che restava. ho buttato due bustoni di materiali di cooperazione allo sviluppo. via.
tutti i libi in spagnolo. via.
le foto della festa di laurea, quella sullo scoglio. con le piscinette per bambini piene di roba da bere. ed il poetico tuffo alle 5 di mattina con l'amica di sempre. via
mi resta un libro di tondelli, che vorrei buttare, ma non ci riesco e tutti i miei romanzi preferiti, che solo a guardali ti sporchi.

chet